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Mercoledì 19 Giugno 2013 aggiornato alle 16:50

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La storia della pubblicità secondo Pubblico

E’ dal 1979 che Pubblico è cronista e analista dei fatti del mondo della comunicazione.

Ed è dall’89 che diventa un vero e proprio magazine, assumendo l’attuale formato tabloid.
La storia recente della pubblicità e la storia di Pubblico si trovano così ad essere intimamente collegate.
Campagne che hanno fatto epoca, strategie innovative, lanci di marchi e di testate, nascita di agenzie e di nuovi mezzi, nuove alleanze, turnover di poltrone, flop e top, curiosità, premi, polemiche: ecco anno per anno, a partire dal 1990, la storia della pubblicità e dei suoi protagonisti così come Pubblico l’ha raccontata ai suoi lettori.
Una piccola grande storia di un mondo in rapida evoluzione


2010 – Parola d’ordine, rinnovare e innovare

Frenetici i turnover ai vertici e i restyling editoriali. Fioriscono nuove agenzie. Avanzano dtt, social e iPad. Facce nuove in direzione. Corsa ai lanci di canali in chiaro sul dtt. Un de profundis per l’App. Restyling con obiettivo iPad.
Per Facebook è vera escalation.
Sky ‘Doppioni’ di 1861united è lo spot dell’anno secondo la giuria spontanea dei lettori di Pubblico Today. Scoppia al Festival di Cannes il caso Heineken di Jwt/Rmg Connect Milano che conquista dieci ori in giurie trasversali. Grand Prix Film a Old Spice di W+K Portland (Usa).
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2009 – L’anno nero della comunicazione

La crisi è il leit motive dietro a divorzi storici, apertura di piccole strutture, ristrutturazioni di grandi, merger e chiusure di testate.
Tutti a Roma al Summit Upa in cerca di risposte. Valzer delle poltrone in concessionaria. Fusione tra Mc2 e Maxus. Da Mondadori e Digitalia nasce Mediamond. Doppia controffensiva di Sky nel digitale free. Aprono Piana Film e Think/Cattleya. Calzedonia ‘Sorelle d’Italia è lo spot dell’anno secondo la giuria spontanea dei lettori di Pubblico Today. Al 56° Festival di Cannes l’Italia fa un exploit vincendo dieci leoni.
Il Grand Prix Film va a Carousel 21:9 di Tribal Ddb Amsterdam, mentre la campagna per l’elezione di Obama conquista un doppio Grand Prix: Titanium e Integrated. 


2008 – Un anno di previsioni ritoccate all’ingiù

La crisi si delinea a mezza estate e porta a una chiusura piena di incognite
Sassoli De Bianchi rivoluziona l’assemblea dell’Upa. Rilancio per l’Unità e il Riformista che diventa Nuovo. Turnover ai vertici nei centri media. Audiweb a regime. Più business digitale per Mediaset. Egg in Casta Diva. Al 55° Festival di Cannes vincono il Gorilla Cadbury di Fallon London come film per il broadcast e Microsoft Xbox 360 Halo 3 di Tg Sf McCann Usa come film per internet. Campagna italiana dell’anno è Freddy ‘Ginnastica, diving, 100 metri’ di 1861 United


2007 – Scenario mediale in mutazione

Il cambiamento pervade mezzi, stili di vita e di consumo mediatico. Finisce la lunga era Malgara, Sassoli alla presidenza dell’Upa. Allarme per i diritti di negoziazione a rischio. Le aziende fanno marketing su Second Life. La sat tv si conquista la sua fetta di investimenti e di numeri. Audiposter rileva 60.000 impianti. Debutta Audimovie. Il Sole 24 Ore fa sistema e sbarca in Borsa. Al Festival di Cannes vince l’idea ai tempi della convergenza: il Grand Prix dei Film, insieme a uno dei tre Cyber, va a Dove Unilever di O&M Toronto. Campagna italiana dell’anno è Fiat Bravo di Stv


2006 – Wpp Italy nel Benattigate

Anno di infinite polemiche. Dal divorzio chiacchierato di Marco Benatti e Wpp Italy al ddl Gentiloni, dai palinsesti impazziti alle accuse all’Auditel. Vivace, visibile, concreta: è l’AssoComunicazione di Testa. Mc2 e Tailor Media, new entries in cerca di spazio. Internet verso la soluzione 10%. Boom di free press e full color. Radio vincente, in audience e creatività . Audiposter rileva anche gli hinterland. Torino 2006 show live e passione con FilmMaster


2005 – Confini ridotti

Ancora concentrazioni e acquisizioni: si rinforzano le holding media, Wpp appare sempre più forte, Vincent Bolloré conquista Havas e insidia Aegis. Centromarca rilancia i consumi con le emozioni. Wpp Italia diventa socio di Fiat Media Center. Debutta Audiposter. Avanza timidamente il product placement. Il Corriere della Sera diventa full color. Radio adulte per Mondadori e Rcs Mg. Un italiano su tre frequenta la rete, è un target pregiato. Honda Diesel Grrr… di Wieden + Kennedy Londra vince l’Epica d’Or 2004 e il Grand Prix per i Film al Festival di Cannes 2005. Lo spot coi pelotti canterini per 12.88 di D’Alv Bbdo è campagna dell’anno


2004 – Wpp si rafforza e preoccupa i competitor

Le gare nella bufera. La psicologia approda in edicola. Il product placement esce dalla clandestinità . La chance di Ineditum. La Gasparri è legge e il digitale terrestre prende piede. Vertici nuovi per Starcom e Initiative. Playstation 2 di Tbwa Uk vince il Film Festival a Cannes. Telecom istituzionale ‘Gandhi’ di Young & Rubicam prodotto da Colorado è campagna dell’anno.


2003 – La ripresa non è più un mito

Bgs in Leo Burnett, e nasce Fcc. Horizon cambia in Vizeum. Il Toroc sceglie FilmMaster. Hdp diventa RcsMediaGroup. Entra in campo Sky Italia. La Gasparri scivola in finale. A maggio i primi dati Audiweb. Gli Usa con Ikea Lamp di Crispin & Bogusky vincono il Film Festival a Cannes nel cinquantennale. Fastweb ’spermatozoo’ di Ata De Martini & C. è campagna dell’anno


2002 – Anno di crisi e di grandi concentrazioni

I quarantenni conquistano i vertici. Chiude Assomedia e sparisce la classifica. Agili, piccole, flessibili, è la new wave tra le case di produzione. Si prepara la battaglia dei femminili. Aspettando il ddl Gasparri. Chiude Blu e una grande storia di comunicazione. Outdoor, col satellitare Gps già 20.000 indagati. Nike Tag di Wieden & Kannedy Portland vince il 49° Festival di Cannes. Peugeot 206 ‘Sculptor’ di Euro Rscg Mcm è campagna dell’anno


2001 – Dal no global alle Twin Towers, e il colpo di scena Telecom

Parola d’ordine, difendiamo la pubblicità. Sorrell di Wpp compra Tempus e dà il via a Mediaedge: cia. Audipress dove sei? I nomi stranieri dell’esterna italiana. Il feuilleton La 7 ovvero terzo polo con sorpresa. Onetone vince la corsa Audiweb. Foxport di Cliff Freeman & Partners vince il 49° Film Festival di Cannes. Canone Rai di McCann Roma è campagna dell’anno


2000 – Ricchi di budget e di avventura

Corsa ai testimonial d’oltreoceano. Mainardo de Nardis guida Cia Italy. Quattro grandi player nell’outdoor. Esplode la new economy. Seat Tin.it compra Tmc. La free press arriva in Italia. Bud ‘Whassup?’di Ddb Chicago vince il 47° Film Festival di Cannes. Campagna dell’anno, Excite ‘La sveglia’ di Lowe Lintas PG & G.


1999 – L’anno delle multifusioni

L’età del platino. Benatti lascia Cia e si ricicla. Corsa a portal e free net. Accordo fatto tra Mediaset e Kirch, è l’avvio dell’holding Euroset. Alberto Rusconi cede ai francesi. La Rcs di Romiti entra in Igp. Campagna dell’anno ex aequo ai due serial pubblicitari di Tim (fdanzatini in treno) e di Omnitel (spy sexy story con Megan Gale). The Indipendent ‘Litany’ della britannica Lowe Howard Spink vince il 46° Film Festival di Cannes


1998 – Network europeo per Testa

Grandi marchi in poche sigle multinazionali. Centri media in movimento. Cyberconcessionarie alla ribalta. Una nuova Audipress. Tv, allarme per la riduzione degli spazi. Il mito Vespa di Bbdo Italy è campagna dell’anno. Al 45° Film Festival di Cannes vince Nike di Goodby Silverstein & Partners (Usa)


1997 – Centri media, è maturità

Nasce D’Adda Lorenzini Vigorelli, torna Fcb. Muraglia presidente di Assomedia. Tv, la piattaforma unica mancata. Avanzano i cybernauti. Stampa, il sistema supplementi. Diesel con Paradiset Ddb Stoccolma vince il 44° Film Festival di Cannes. Swatch ‘Minuto’ di Bgs Dmb&b è campagna dell’anno. Arrivano gli incentivi alla rottamazione delle auto


1996 – La marca ha tenuto

Il grande rifiuto di Barilla. Stop alle promotion. Diritti del calcio, una telenovela. Il Foglio, successo dell’anno. Nasce Tin, Telecom Italia Net. Cortellazzo per The Network. Rolos di AP Lintas Amsterdam vince il 43° Film Festival di Cannes. Si prepara la legge sulla privacy. Superga ‘la sfida’ di Pirella Goettsche è campagna dell’anno


1995 – Si litiga sui Referendum

La crisi continua. Tv, accordo sull’affollamento. Stampa, fantasma services. Il caso Barilla in Cia. Debutta Video on line. Niente Grand Prix ma un premio speciale della Giuria al 42° Film Festival di Cannes. In edicola la guerra dei gadget si fa parossistica.


1994 – Il marketing va al Governo

Federazione al via. La Voce di Indro. Tra telesogni e interattività . Campagna dell’anno, Mulino Bianco nuova versione. Jeep Grand Cherokee di Bozell Usa vince il 41° Film Festival di Cannes.


1993 – Tangentopoli pubblicitaria

E’ allarme discount. Stampa, più su che mai. Voglia di terzo polo. Benatti vende agli inglesi. Esterna, alla ricerca del circuito. Banca di Roma di Saatchi con Fellini è campagna dell’anno. Nissin Cup Noodles (Giappone) vince il 40° Film Festival di Cannes.


1992 – Le avvisaglie della crisi

Valzer delle poltrone. Rai, il tetto non c’è più. Il minimo garantito si avvia al tramonto. Con Tmp si completa la mappa dei centri media. Campagna dell’anno, Levi’s di McCann Italia che vince il 1° Press & Poster Festival di Cannes e l’Epica D’Or. Nun-Rubber Cement di Casadevall Pedreà±o (Spagna) vince il 39° Festival del Film di Cannes.


1991 – Rp per l’Aids, una spy story

La prima volta di Woody Allen. Divorzio nella grande Manzoni, nasce Mondadori Pubblicità . Arriva la pay tv. I sondaggi usa e getta. Campagna dell’anno, Michel Folon per Snam di Park e Gandin. Perrier con Jean Paul Goude (Francia) vince il 38° Festival di Cannes.


1990 – Chi ha paura della Mamma?

Brilla la Publicis.Fcb/Mac di Claudio Masi. Il colore entra nei quotidiani. Centri media, si dà il via al consolidamento. Arriva la legge 223 e non succede nulla. Campagna dell’anno è la sitcom dei biscotti Mulino Bianco di A. Testa e Tornatore. Al 37° Film Festival di Cannes vince il Grand Prix Maxell di Hhcl. Cinque bronzi per l’Italia. Epica d’Or a Egoiste di Jean Paul Goude


Anni Ottanta è Gli anni di plastica

Negli anni Ottanta la pubblicità esplose aumentando enormemente gli investimenti e gonfiando le agenzie di soldi, di persone, di premi. Gli spot traboccavano dai televisori. Nelle agenzie i general manager sorridevano molto e i direttori creativi facevano i primi attori. Peccato solo che le agenzie locali perdessero sempre più autonomia a favore del centralismo gestionale dell’internazionale. Erano gli anni dello show business, il clima era euforico, nascevano come funghi le scuole per entrare in pubblicità. Imperversavano i registi inglesi. Il creativo cult fu Gavino Sanna e sua la campagna cult, Barilla-treno.


Anni Settanta: Gli anni dell’avventura

I sessanta erano stati gli anni del boom, Carosello spopolava e, sera dopo sera, costruiva il Gotha dei pochi imprenditori che si potevano permettere la tv. Il risveglio arriva brusco e brutale con la crisi del petrolio. La paura poi passò, ma niente fu più come prima. I creativi avevano lasciato le multinazionali per tentare l’avventura nelle boutique, la stampa scopriva il pubblicitario, i clienti avevano ahim imparato dalla crisi che il 15% era un numero come un altro, niente di più. Arrivò d’oltreoceano il concetto di spot e Carosello andò in pensione. Biasi andava a scuola, la scuola era Armando Testa, Pirella inventava ‘Chiquita dieci e lode’, Toscani prima maniera volteggiava in toni modaioli. I secondi settanta furono anomali e divertenti.